Gli anni della prigionia ed il ritorno a casa: 1928-1933

“…(Fui) infine nella Casa di pena di Lecce per circa due anni dove fu mio compagno di cella Mario Garuglieri e molti  altri meno noti…”

In carcere  Dino, nonostante la stretta sorveglianza, riuscì a leggere e studiare; acquisì la conoscenza delle prime nozioni di francese che gli permisero di leggere alcuni testi in quella lingua e studiò storia ed economia politica, anche grazie ai contatti con altri “sovversivi”. Nostro padre fu in cella con  Mario Garuglieri, confinato politico, che era stato compagno di prigionia e allievo di Antonio Gramsci.

 ”…(Garuglieri) aveva avuto la ventura di vivere accanto ad Antonio Gramsci per tre anni nel carcere di Turi di Bari…”  [Napoli, Campania, Fascismo, Repubblica, 1986]

“… Fu nel carcere di Lecce che dopo aver scontato metà della pena venni chiamato in Direzione e il comandante mi consigliò di fare una domanda di grazia, dicendomi che la Direzione l’avrebbe appoggiata e che avrei riacquistato subito la mia libertà… “

” …A tale domanda risposi fieramente che non avevo da chiedere grazia a nessuno…”

“…Il comandante non si dette per vinto e mi disse di riflettere…. gli gridai sulla faccia… che solo i servi del fascismo vendono il loro onore rinnegando la propria fede…”

“…Sempre dal carcere, riuscii a mettermi in contatto coi compagni già residenti in Francia, gli fornimmo materiale per la stampa e loro ci aiutarono con soldi e libri che ci furono di grande aiuto…”

“…Scontata la mia pena rientrai a Pistoia, soggiogato ancora a sorveglianza, e che sorveglianza!..” ( era il 30 settembre 1930 e la vigilanza doveva terminare il 30 settembre 1933).

fine pena 1930
05.08.1930 : Avviso per la scarcerazione (30.09.1930) – Archivio Niccolai
Prescrizioni liberta vigilata 193
06.10.1930 : Prescrizioni per la vigilanza speciale – Archivio Niccolai
Carta di Permanenza 1930 (1)
Amministrazione di Pubblica Sicurezza: Libretto per la sorveglianza – Archivio Niccolai
Carta di Permanenza 1930 (2)
3/4 marzo 1931 : Viaggio in Garfagnana – Archivio Niccolai

“… A Pistoia era tutto da rifare. Fu  nel 1931 che, tramite Prato, si  riprese contatto con l’organizzazione del Partito e rinacquero i primi gruppi ad Agliana…a breve scadenza ci furono di nuovo arresti a Pistoia con relativa denuncia al Tribunale speciale e io fui nuovamente arrestato assieme ad altri sotto l’accusa di aiuti ai ricercati politici e per aver tentato di aiutare ad espatriare, mediante documenti falsi, i compagni ricercati. Fui però prosciolto in istruttoria, dopo circa due mesi e mezzo…”

«…Uscito di carcere (Dino Niccolai) continua, nella clandestinità, l’attività antifascista seppure in quelle condizioni difficili, subendo ulteriori arresti…» [Carobbi , Lettera, 2010]

Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato di Pistoia con declaratoria in data 1 dicembre 1932… ordinò la cessazione della libertà vigilata cui il condannato Niccolai Dino di Luigi era stato sottoposto con sentenza del 14 settembre 1928 dello stesso Tribunale (Pistoia 23 dicembre 1932  firmato e vidimato l’8 gennaio 1933).

Tribunale Speciale 1932
23.12.1932 : Cessazione della libertà vigilata – Archivio Niccolai

Dai ricordi della figlia Nadia:

Le novelle – quella del ragno addomesticato

Spesso, dopo il lavoro, il babbo tornava tardi la sera, quando ormai mamma e noi figli avevamo già cenato. Qualche volta lo aspettavo alzata perché amavo le sue novelle. Le mie preferite erano quelle in cui mescolava la Befana, Biancaneve ed i sette nani, che lui diceva di aver incontrato in centro di Pistoia, sul Globo, e che rappresentavano una vera e propria saga con colpi di scena a non finire.

Raccontava anche la storia di un ragnetto che aveva incontrato ed addomesticato in carcere e che tutti i giorni si presentava puntualmente a reclamare il proprio pasto, finchè un brutto giorno non si presentò alla solita  ora e da quel giorno mio padre non lo vide più.

Gli studi in carcere

Il babbo non aveva potuto studiare: era figlio di contadini poveri. Aveva fatto appena la terza elementare, ma era un grande sognatore ed affabulatore. Come molti toscani riusciva tuttavia a parlare e scrivere fluentemente in italiano, e senza errori. I duri anni passati in carcere gli avevano  permesso di studiare sicuramente un po’ di storia e di economia politica e di acquisire qualche elemento di francese.

Fra i suoi documenti Luciano ed io abbiamo trovato questo ingenuo, sentitissimo

INNO AL PRIMO MAGGIO

Oh, primo maggio vieni
fra tutti i proletari,
la libertà la tieni
non tenerci più schiavi!
Fa’ che quel giorno bello
le note proletarie
dal vecchio al monello
sian le cose più care.
Sempre forti compagni
e pronti ad ogni costo
perché losche tirannie
ci trovino sul posto.
Al posto di battaglia
armati di coraggio
per la grande vittoria
del nostro primo maggio.
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